Ep. 54 - Il Mistero di Anchorage: Analisi dell'Incidente UFO più Credibile di Sempre
Immaginate di essere a bordo di un aereo di linea, tranquilli a oltre 35.000 piedi, quando all'improvviso, una luce accecante e misteriosa si materializza a pochi chilometri di distanza. Un oggetto non identificato, più grande di qualsiasi cosa abbiate mai visto, inizia a seguirvi, comparendo e scomparendo dai radar, e sfidando ogni logica e ogni legge della fisica. Questo non è un film, è ciò che è accaduto nei cieli dell'Alaska, in una gelida notte del 1986. Un pilota esperto si trova faccia a faccia con l'ignoto, in una delle storie di avvistamento più credibili e inquietanti di sempre. Che cosa ha davvero incontrato? E perché, ancora oggi, le risposte ufficiali continuano a lasciare un brivido di mistero attorno a questa storia?
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Trascrizione dell'episodio
Immaginate di essere a bordo di un aereo di linea, tranquilli a oltre 35.000 piedi, quando all'improvviso, una luce accecante e misteriosa si materializza a pochi chilometri di distanza. Un oggetto non identificato, più grande di qualsiasi cosa abbiate mai visto, inizia a seguirvi, comparendo e scomparendo dai radar, e sfidando ogni logica e ogni legge della fisica. Questo non è un film, è ciò che è accaduto nei cieli dell'Alaska, in una gelida notte del 1986. Un pilota esperto si trova faccia a faccia con l'ignoto, in una delle storie di avvistamento più credibili e inquietanti di sempre. Che cosa ha davvero incontrato? E perché, ancora oggi, le risposte ufficiali continuano a lasciare un brivido di mistero attorno a questa storia?
Ciao a tutti, audaci esploratori dell’ignoto, e benvenuti a questa nuova puntata di “UFO: primo contatto alieno”, il podcast dove parliamo dei misteri legati alle apparizioni degli UFO e dove diamo libero sfogo alle domande che ci portano oltre ciò che conosciamo e oltre il cielo che vediamo. Quelle domande sui fenomeni che non riusciamo ancora a spiegare, ma che neanche possiamo ignorare.
Io sono Roberto e oggi affrontiamo un evento UFO straordinario, un avvistamento eccezionale che vede come protagonisti da una parte un jumbo jet della Japan Air Lines, e dall’altra un oggetto volante che ancora oggi sfida ogni spiegazione razionale. L’avvenimento si verifica nei cieli sopra l'Alaska, ed è comunemente noto come l’Incidente UFO di Anchorage.
È la sera del 17 novembre 1986 e il volo interessato dagli avvenimenti di cui parliamo è il Japan Air Lines 1628, un Boeing 747 cargo, che sta compiendo la tratta da Reykjavík a Tokyo, con uno scalo intermedio previsto ad Anchorage, in Alaska. A bordo c’è un equipaggio composto da tre persone, considerate estremamente esperte: parliamo del Capitano Kenju Terauchi, un ex pilota di caccia con oltre 10.000 ore di volo all'attivo, il co-pilota Takanori Tamefuji e l'ingegnere di volo Yoshio Tsukuba. L'aereo sta volando ad una quota di crociera di circa 37.000 piedi (che equivalgono grossomodo a 11.000 metri), e sta attraversando una porzione di cielo notturno e terso, con temperature rigidissime.
Alle 17:09 ora locale, mentre il 747 si trova vicino al Monte McKinley, una zona remota dell'Alaska centrale, il Capitano Terauchi, che ha una visuale eccezionale, nota qualcosa di strano: più precisamente, due luci distinte appaiono alla sua sinistra, leggermente al di sotto e in rotta di collisione.
Inizialmente, le scambia per aerei militari statunitensi. Ma l'errore è palese. Queste luci non si comportano come velivoli convenzionali. Al contrario, si muovono a scatti, con manovre che nessun aereo conosciuto potrebbe eseguire. Hanno una velocità e una dinamica inspiegabili. E quando il Capitano Terauchi si concentra sulle luci, si rende conto che sono in realtà i propulsori di due distinti oggetti volanti che assomigliano, secondo le sue parole, a due scatole quadrate. Sono di dimensioni notevoli, ma non è la forma a inquietare di più il capitano, bensì la loro luce. Perché i propulsori, simili a quelli di un missile, si accendono e si spengono in modo ritmico, illuminando l'ambiente circostante.
Terauchi tenta di stabilire un contatto radio con le luci, ma non riceve risposta. A quel punto, l'equipaggio del 747 contatta il controllo del traffico aereo di Anchorage (FAA) e richiede di deviare per evitare la collisione, ma il radar primario di terra non rileva nulla in quella posizione. Tuttavia, l'operatore del radar della FAA, pur non vedendo nulla sul radar primario, nota in seguito che il radar secondario, che traccia i transponder, mostra una traccia anomala.
Comunque, la situazione si fa più intensa. E dopo alcuni minuti, i due oggetti si staccano e svaniscono rapidamente, lasciando l'equipaggio in uno stato di shock. Ma la storia è solo all'inizio.
Poco dopo infatti, il Capitano Terauchi nota un terzo, gigantesco oggetto, comparire sulla stessa posizione. Questo oggetto è diverso. Ha un'enorme sagoma scura, descritta dal capitano come “più grande di due portaerei" e ha una forma sferica con luci intermittenti e un contorno distintamente visibile. Per avere un’idea delle dimensioni, diciamo che l’oggetto appare così grande che il Capitano è convinto che addirittura stia oscurando le stelle.
Questo mastodontico UFO si posiziona sulla sinistra del 747, e sembra quasi scortare l'aereo per ben 30 minuti. Terauchi è terrorizzato all'idea che l'oggetto possa colpirli, ma l'oggetto mantiene una distanza costante, come se stessero volando in formazione. Il co-pilota e l'ingegnere di volo, sbalorditi, confermano visivamente la presenza del corpo scuro e massiccio. L'oggetto è così grande e vicino che ne sentono il calore irradiato, percependo un leggero tremolio del velivolo e un cambiamento nella temperatura della cabina.
Bene, finalmente, il radar dell'Air Force Base di Elmendorf e quello della FAA ad Anchorage iniziano a rilevare una traccia non identificata nella posizione indicata dal volo 1628. Dobbiamo precisare che il contatto radar non è costante, va e viene, ma è comunque un dato oggettivo che supporta il racconto dei piloti.
Comunque, quando il volo 1628 si avvicina ad Anchorage, l'oggetto misterioso scompare con una rapidità sbalorditiva, in un lampo di luce.
Le indagini successive risultano complesse e controverse. Da questo punto di vista, la FAA conduce un'indagine molto approfondita, registrando le comunicazioni dell'equipaggio e l'evidenza dei tracciati radar.
In un primo momento, un funzionario dell'FAA, John Callahan, viene incaricato di studiare il caso. E dopo aver analizzato i dati radar e ascoltato le registrazioni, Callahan si convince che il Capitano Terauchi e il suo equipaggio non si sono inventati nulla. L'evidenza è schiacciante, e persino alcuni esperti del settore ammettono che il tracciato radar non può essere attribuito a fenomeni meteorologici, aerei convenzionali o inganni ottici.
Tuttavia, dopo l'iniziale ammissione, la FAA cambia la sua versione. Sotto forti pressioni, si ritira dall'ipotesi UFO e conclude ufficialmente le indagini avanzando ipotesi alternative, circa l’accaduto. Per esempio, quella avanzata dallo scettico Philip J. Klass, che indicava che l'equipaggio avesse identificato male i pianeti Marte e Giove. Una spiegazione che è considerata ridicola da chiunque conosca la preparazione di un pilota esperto come Terauchi, il quale non è stato solo un pilota di caccia, ma aveva anche una profonda conoscenza dell'astronomia. Perciò, vien da chiedersi: come avrebbe potuto confondere un gigante gassoso immobile con un oggetto che invece manovra, sparisce e riappare, scortando l'aereo per mezz'ora?
Alcuni mesi dopo l'evento, sempre Klass presentò un nuovo articolo. Stavolta la sua ipotesi era che ciò che era stato visto fosse in realtà il riflesso della luce lunare sui cristalli di ghiaccio presenti nelle nubi. Questo fenomeno, a suo dire, avrebbe potuto anche scomporre la luce nei diversi colori dello spettro (un po’ come succede nell'arcobaleno). Invece, per quanto riguarda il segnale radar, Klass suggeriva che potesse trattarsi di un'eco proveniente dalle stesse nubi. Tuttavia, questa spiegazione è stata contestata dal fisico e ufologo Bruce Maccabee, il quale ha sottolineato che l'ipotesi di Klass non è in grado di rendere conto dei potenti fasci di luce bianca e gialla che, secondo le testimonianze, furono emessi dai due oggetti volanti non identificati (UFO) più piccoli e che illuminarono la cabina di pilotaggio dell'aereo.
Comunque, nonostante tutte queste riflessioni e ipotesi, l’incidente di Anchorage rimane un caso emblematico di avvistamento UFO con multiple conferme: tre testimoni altamente credibili e, soprattutto, i tracciati radar. Che cosa ha volato davvero in quel cielo buio insieme al Boing 747 di Terauchi?
E’ tutto frutto di fenomeni naturali inaspettati? Si tratta di velivoli militari segreti? Oppure c’è qualcosa di più?
Per molti, il mistero è solo un'ulteriore prova che non siamo soli e che qualcuno, o qualcosa, sta attraversando i nostri cieli, sfidando la nostra comprensione dell'universo e spingendoci a porci sempre nuove domande.
Grazie per aver ascoltato questa puntata di “UFO: Primo contatto alieno”.
Io sono Roberto e vi invito a iscrivervi al podcast per non perdere i prossimi episodi e a condividere le vostre storie e domande sui canali social o tramite e-mail. In descrizione, ove possibile, troverete il link al sito e ai social, per reperire il materiale collegato (immagini, video e quant'altro), in modo da poter analizzare voi stessi i fatti.
Per il momento ci salutiamo. E ci ritroviamo alla prossima puntata.




