3i/ATLAS in una foto dell'Agenzia Spaziale Europea

3i/ATLAS in una foto dell'Agenzia Spaziale Europea

Nella puntata n. 41 di questo podcast abbiamo parlato dell’oggetto 3I/ATLAS, un oggetto che sfreccia attraverso il nostro sistema solare ad una velocità esorbitante, un oggetto proveniente da un altra stella. Non è una cometa comune, e non è un asteroide. La sua forma è un mistero e il suo comportamento pure. E’ un oggetto che sfida le leggi che pensavamo di aver compreso. E per un momento, un breve, elettrizzante momento, ha sollevato la domanda più audace di tutte: Sì tratta di tecnologia aliena? E oggi, ritorniamo sulla scia di quel mistero, per scoprire quali sono stati gli aggiornamenti di questi mesi su questo ospite inatteso che ha acceso il dibattito tra scienziati e ufologi. E’ una cometa interstellare o un manufatto, un’astronave aliena? Scopriamo le nuove verità e le speculazioni collegate a questo enigma cosmico, proprio mentre sta per salutarci per l’ultima volta.

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Trascrizione dell’episodio

Nella puntata n. 41 di questo podcast abbiamo parlato dell’oggetto 3I/ATLAS, un oggetto che sfreccia attraverso il nostro sistema solare ad una velocità esorbitante, un oggetto proveniente da un altra stella. Non è una cometa comune, e non è un asteroide. La sua forma è un mistero e il suo comportamento pure. E’ un oggetto che sfida le leggi che pensavamo di aver compreso. E per un momento, un breve, elettrizzante momento, ha sollevato la domanda più audace di tutte: Sì tratta di tecnologia aliena? E oggi, ritorniamo sulla scia di quel mistero, per scoprire quali sono stati gli aggiornamenti di questi mesi su questo ospite inatteso che ha acceso il dibattito tra scienziati e ufologi. E’ una cometa interstellare o un manufatto, un’astronave aliena? Scopriamo le nuove verità e le speculazioni collegate a questo enigma cosmico, proprio mentre sta per salutarci per l’ultima volta.

Ciao a tutti, audaci esploratori dell’ignoto, e benvenuti a questa nuova puntata di “UFO: Primo Contatto Alieno”, il podcast dove parliamo dei misteri legati alle apparizioni degli UFO e dove diamo libero sfogo alle domande che ci portano oltre ciò che conosciamo e oltre il cielo che vediamo. Quelle domande sui fenomeni che non riusciamo ancora a spiegare, ma che neanche possiamo ignorare.

Io sono Roberto e in questa puntata vedremo quali sono gli aggiornamenti in merito all’oggetto interstellare di cui si è più parlato negli ultimi tempi e che forse ha incuriosito più degli altri, sia scienziati, che esperti e appassionati a vario titolo: oggi parliamo nuovamente del 3I/Atlas.

L’oggetto 3I/ATLAS è stato l’argomento al centro della puntata n. 42 del podcast “UFO: Primo Contatto Alieno”. Se non l’avete ancora ascoltata, vi invito a farlo, per comprendere al meglio i motivi per cui questo oggetto è stato al centro dell’interesse della comunità ufologica mondiale.

Comunque, partiamo dall’inizio: La scoperta di questo oggetto misterioso avviene il 1° luglio 2025, grazie al sistema di sorveglianza ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System), un programma essenziale per la difesa planetaria. Fin da subito, i calcoli orbitali non lasciano spazio a dubbi: l’oggetto segue una traiettoria iperbolica, con un’eccentricità che sfiora valori record, e questo significa inequivocabilmente che esso non è mai stato legato al nostro Sole e non lo sarà mai. Non solo, la sua inclinazione è quasi retrograda, vale a dire che l’oggetto viaggia nella direzione opposta a quella dei pianeti del nostro sistema solare, un altro chiaro segno di origine interstellare.

Fin qui ok, ma perché questo oggetto ha così incuriosito la comunità ufologica? Beh, perché la particolarità dell’oggetto, insieme ad alcuni strani comportamenti rispetto agli oggetti che già conosciamo, aveva indotto fin dal mese di luglio un gruppo di scienziati di Harvard guidati dal celebre astrofisico Avi Loeb ad evidenziare come nel giudizio degli studiosi vi potesse essere un pregiudizio di fondo, vale a dire l’idea che tutto ciò che proviene dallo spazio profondo debba essere necessariamente naturale.

Così facendo, Avi Loeb e il suo team hanno sollevato l’ipotesi incredibile che il 3I/ATLAS non fosse un semplice sasso spaziale, bensì un’entità artificiale, basandosi su indizi come l’accelerazione senza degassamento e la traiettoria anomala, che davano l’idea di un controllo intelligente. In altre parole, spiegavano il movimento particolare dell’oggetto con la possibilità che potesse trattarsi di un manufatto di origine aliena in grado di navigare in mezzo ad un oceano di forze gravitazionali. Inoltre, la sua inclinazione retrograda, poteva costituire in realtà un metodo di occultamento dell’oggetto rispetto ai nostri telescopi, al fine di eludere la nostra osservazione.

Ma, a distanza di diversi mesi, quali sono gli sviluppi riguardanti l’oggetto 3I/ATLAS? Cosa possiamo dire oggi, in un momento in cui questo viaggiatore cosmico ha navigato vicino al nostro Sole e sta per arrivare alla sua distanza minima dalla Terra?

Beh, iniziamo dicendo che 3I/ATLAS è oggi da considerarsi il terzo oggetto interstellare confermato, dopo Oumuamua e Borisov. L’oggetto ha iniziato a mostrare la sua attività (sviluppando una chioma e una coda) a una distanza dal Sole di circa 4.5 unità astronomiche, vale a dire ad una distanza dove le comete “nostrane” solitamente risultano ancora inerti. E questo suggerisce che è un corpo celeste ricco di materiale ghiacciato super-volatile, come monossido di carbonio o anidride carbonica, che sublima a temperature molto più basse del comune ghiaccio d’acqua. Le analisi, in effetti, confermano una chimica anomala. E i dati più recenti rivelano anche che la cometa è ricca di metanolo e persino tracce di cianogeno, una composizione che costringe gli astronomi a rivedere i propri modelli di formazione cometaria.

Per il resto, la sua luminosità, raggiunta durante l’avvicinamento al Sole, supera le previsioni per un oggetto delle sue dimensioni. E questo “gigantismo” luminoso, simile a quello osservato in altre comete interstellari, è attribuito all’abbondanza di questi gas altamente volatili che vengono espulsi con violenza al primo timido riscaldamento solare.

Un altro elemento affascinante di 3I/ATLAS, monitorato con attenzione a novembre, è il suo aspetto, perché 3I/ATLAS ha mostrato in alcuni momenti un bagliore bluastro, dovuto all’emissione ionica e le osservazioni hanno rilevato la crescita di code ioniche misteriose e complesse. Queste formazioni, che non si adattano perfettamente ai modelli di semplice degassificazione a noi conosciuti, sono da approfondire, anche se restano il punto su cui si concentrano alcune delle più recenti speculazioni.

Ma cosa significa questo, esattamente?

Beh, significa che se da un lato, l’ipotesi dell’astronave aliena ha perso gradualmente consistenza, dall’altro la presenza di anomalie chimiche e di code complesse ha riacceso comunque un dibattito sulla possibile origine artificiale. In questo senso, l’astrofisico Avi Loeb è prontamente intervenuto, riproponendo e aggiornando nuovamente le sue teorie, suggerendo che le misteriose code complesse possano essere interpretate non come una semplice degassificazione casuale, ma come getti mirati o magari “propulsori” di un veicolo interstellare che tenta di modulare la sua traiettoria o la sua velocità, così come la velocità record dell’oggetto e la traiettoria quasi perfettamente retrograda, che sono state enfatizzate come elementi di fascino, suggerendo che un oggetto così “estremo” potrebbe non essere solo il frutto della casualità cosmica.

Comunque, nonostante le ipotesi più sensazionalistiche, la comunità scientifica globale sta raccogliendo dati solidi che tendono a spiegare il comportamento di 3I/ATLAS con la pura fisica e la chimica interstellare.

In particolare, telescopi come Hubble e la sonda JUICE dell’ESA (Jupiter Icy Moons Explorer), hanno catturato nuove immagini a novembre, permettendo di studiare la cometa da una prospettiva unica, lontana dai disturbi atmosferici. E Q ueste osservazioni sono state fondamentali per determinare che i getti di gas sono in realtà asimmetrici, un fenomeno comune nelle comete che non sono ancora stabilizzate, il che spiega l’apparente complessità delle code senza il bisogno di dover invocare la propulsione artificiale.

Inoltre, i dati ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) hanno confermato la presenza di molecole organiche complesse (come metanolo, ad esempio, come pure cianogeno. E questa ricchezza chimica, anziché indicare una tecnologia, suggerisce che 3I/ATLAS si è formato in un disco protoplanetario con temperature estremamente basse, in un sistema stellare certamente diverso dal nostro, ma anche allo stadio embrionale. Di conseguenza, l’oggetto, non è una nave, ma rappresenta un campione incontaminato che porta con sé materiali primordiali preziosi.

Quindi, che cosa resta a noi di 3I/ATLAS?

Beh, proprio in queste settimane di dicembre 2025, 3I/ATLAS raggiunge la sua minima distanza dalla Terra, un punto di massima osservabilità, seppur sempre con gli strumenti. Proprio in questo momento sta già accelerando verso l’esterno del sistema solare. E dopo aver superato l’orbita di Giove nei primi mesi del 2026, l’oggetto si allontanerà per sempre, lasciandoci un’eredità di dati che arricchirà enormemente la nostra comprensione dei processi di formazione planetaria nell’intera Via Lattea.

In pratica, 3I/ATLAS si congederà da noi, lasciandoci una prospettiva unica sui mattoni che costruiscono l’Universo. Non è una nave aliena, ma è comunque, come dire, un biglietto da visita cosmico che ci parla di mondi lontani.

Grazie per aver ascoltato questa puntata di “UFO: primo contatto alieno”. Io sono Roberto e vi invito a iscrivervi al podcast per non perdere i prossimi episodi e a condividere le vostre storie e domande sui canali social o tramite e-mail. In descrizione, ove possibile, troverete il link al sito e ai social, per reperire il materiale collegato (immagini, video e quant’altro), in modo da poter analizzare voi stessi i fatti.

È vero tra qualche mese l’occhio umano non potrà più vederlo, ma i nostri telescopi hanno avuto il loro momento, mentre 3I/ATLAS proseguirà la sua corsa verso l’ignoto.

E noi? Continueremo a guardare il cielo, come abbiamo sempre fatto…

Alla prossima puntata.

Video di approfondimento

Il celebre astrofisico Avi Loeb su 3I/ATLAS:

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