8 Febbraio 2026
Dettagli del Segnale rilevato dal radiotelescopio FAST

Dettagli del Segnale rilevato dal radiotelescopio FAST

C’è una valle remota nella provincia di Guizhou, nel sud-ovest della Cina, che si trova in una depressione naturale circondata da montagne che sembrano denti di drago. Qui, nel silenzio più assoluto, riposa un gigante d’acciaio: una parabola larga quanto trenta campi di calcio che punta dritta verso l’oscurità del cosmo. Sto parlando del FAST, conosciuto anche come l’Occhio del Cielo. Improvvisamente, nel giugno del 2022, diventa il protagonista di un evento che scuote le fondamenta della comunità scientifica internazionale. I computer del centro di controllo iniziano a elaborare dati che non dovrebbero esistere. Una traccia elettromagnetica pulita, potente, proveniente da un punto preciso del vuoto siderale. Può essere questa la firma di una tecnologia che non appartiene a questo mondo?

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Trascrizione dell’episodio

C’è una valle remota nella provincia di Guizhou, nel sud-ovest della Cina, che si trova in una depressione naturale circondata da montagne che sembrano denti di drago. Qui, nel silenzio più assoluto, riposa un gigante d’acciaio: una parabola larga quanto trenta campi di calcio che punta dritta verso l’oscurità del cosmo. Sto parlando del FAST, conosciuto anche come l’Occhio del Cielo. Improvvisamente, nel giugno del 2022, diventa il protagonista di un evento che scuote le fondamenta della comunità scientifica internazionale. I computer del centro di controllo iniziano a elaborare dati che non dovrebbero esistere. Una traccia elettromagnetica pulita, potente, proveniente da un punto preciso del vuoto siderale. Può essere questa la firma di una tecnologia che non appartiene a questo mondo?

Ciao a tutti, audaci esploratori dell’ignoto, e benvenuti a questa nuova puntata di “UFO: primo contatto alieno”, il podcast dove parliamo dei misteri legati alle apparizioni degli UFO e dove diamo libero sfogo alle domande che ci portano oltre ciò che conosciamo e oltre il cielo che vediamo. Quelle domande sui fenomeni che non riusciamo ancora a spiegare, ma che neanche possiamo ignorare.

Io sono Roberto e oggi parleremo dell’incredibile e controverso caso del segnale alieno intercettato dalla Cina attraverso il radiotelescopio più grande del pianeta: il radiotelescopio FAST.

Per comprendere la portata dell’evento di cui stiamo per raccontare, dobbiamo prima di tutto parlare del suo protagonista. Il Five-hundred-meter Aperture Spherical Telescope, comunemente indicato con l’acronimo FAST è il radiotelescopio a singola parabola più grande e sensibile del pianeta. La sua costruzione è stata completata nel 2016. Il radiotelescopio è in grado di osservare il cielo fino ad un angolo di circa 40° dallo Zenith, circa il doppio del telescopio di Arecibo crollato nel 2020 e chiuso definitivamente. Ed ha uno spettro nelle proprie frequenze di funzionamento che va dai 70 Mhz ai circa 3 Ghz.

Insomma, è evidente che stiamo parlando forse di uno degli strumenti di osservazione dello spazio più evoluti che l’uomo abbia a propria disposizione. E, ovviamente, aderisce al progetto SETI e, in particolare, collabora alla ricerca condotta dal SETI Breakthrough Listen, volta a rilevare eventuali segnali artificiali provenienti dall’area circostante la stella di Tabby. Ricordate la stella di Tabby? Quella stella di cui abbiamo parlato già nell’episodio n. 34, e che ipotizziamo possa essere avvolta in una megastruttura aliena in corso di realizzazione? Bene, sì, proprio quella lì.

Comunque, tornando al FAST, un aspetto di fondamentale importanza è che la sua missione ufficiale non è soltanto quella di mappare l’universo, ma è anche quella di cercare attivamente ogni possibile traccia di intelligenza extraterrestre. Ed è proprio nel pieno svolgimento di questa missione che accade l’impensabile.

Infatti, il professor Zhang Tong-Jie, capo scienziato del gruppo di ricerca sulla civiltà extraterrestre della Cina, sta analizzando i dati raccolti dal radiotelescopio FAST tra il 2020 e il 2022. E tra i milioni di impulsi registrati, ne appaiono alcuni che sono diversi da tutto ciò che la scienza ha catalogato finora. Si tratta di segnali a “banda stretta”. Ora, in natura, fenomeni astronomici come le stelle o le nebulose emettono segnali su frequenze molto ampie. Solo la tecnologia concentra l’energia in una banda stretta, per esempio la tecnologia che usiamo noi per le radio o i cellulari. Quindi, trovare un segnale su una frequenza a banda stretta, proveniente dallo spazio profondo è un po’ come trovare una moneta d’oro nel mezzo di un oceano di sabbia.

Perché non è il rumore di fondo delle stelle, e non è nemmeno il battito, che so, di una pulsar. È un sussurro elettromagnetico che sembra possedere una firma artificiale.

Com’è facile comprendere, per un attimo, il cuore degli scienziati coinvolti nel gruppo di ricerca si ferma: abbiamo davvero intercettato un messaggio inviato da una civiltà lontana? 

La notizia esplode il 14 giugno 2022, quando il quotidiano ufficiale del Ministero della Scienza e della Tecnologia cinese, il “Science and Technology Daily”, pubblica un report scioccante: il FAST avrebbe individuato diverse tracce di possibili civiltà tecnologiche provenienti dall’esterno della Terra. E Zhang Tong-Jie dichiara che i segnali sospetti sono diversi dai precedenti e che il team sta procedendo con analisi approfondite.

Tuttavia, a questo punto il mistero si infittisce, perché poche ore dopo la pubblicazione, l’articolo scompare. Viene rimosso dal sito web del giornale senza spiegazioni ufficiali. Perché? È un errore di natura burocratica? Oppure qualcuno ha deciso che il mondo non è ancora pronto per questa verità?

Ma mentre il web ribolle di teorie del complotto, gli scienziati cercano di mantenere la calma. Sì, perché il segnale individuato dal team cinese presenta alcune caratteristiche che ricordano il celebre “Segnale Wow!” individuato nel 1977. E lo stesso Zhang Tong-Jie spiega che il segnale potrebbe in realtà costituire un’interferenza radio terrestre, un rumore di fondo prodotto dalle nostre stesse tecnologie che rimbalza nell’atmosfera e inganna i sensori. Ma ciò non basta a placare l’interesse verso la vicenda, perché c’è un dettaglio che continua a tormentare i ricercatori: vale a dire la precisione della frequenza e la direzione specifica da cui sembra provenire.

Più precisamente, il FAST non guarda un punto a caso. Analizza esopianeti potenzialmente abitabili. Se quel segnale proviene davvero da uno di quei sistemi solari, allora vuol dire che stiamo parlando di una civiltà che ha superato la nostra capacità di trasmissione radio o che sta cercando attivamente di comunicare con noi o forse con qualcun altro là fuori, in un dialogo interstellare di cui noi siamo solo testimoni accidentali.

Quindi, che cosa ha trovato realmente il FAST?

Se ci soffermiamo per un momento, la scena nei laboratori di Pechino deve essere stata pazzesca. Immaginate tutti questi scienziati coinvolti in fibrillazione, a trascorrere notti insonni davanti a grafici digitali, cercando di escludere ogni singola interferenza di satelliti GPS o di aerei di passaggio. Ogni picco di frequenza viene analizzato, sezionato, messo alla prova nel tentativo disperato di escludere ogni singola interferenza terrestre. E ogni scienziato sa perfettamente che trovare quella attesissima conferma, vale a dire che il segnale è di origine esterna alla Terra, allora vorrebbe dire che siamo giunti al “momento zero” della storia umana, il primo vero contatto. Il giorno in cui quell’idea di solitudine della nostra specie finisce per sempre.

Tuttavia, in questo clima di eccitazione quasi mistica, è lo stesso Zhang Tong-Jie a predicare prudenza. Una prudenza estrema in verità, quasi fredda, perché le sue parole sono pesate con attenzione: infatti evidenzia nelle sue dichiarazioni ufficiali che “La possibilità che il segnale sospetto sia un’interferenza radio è molto alta”. Eppure, c’è ancora qualcosa che non torna. C’è un paradosso che aleggia su questa vicenda ed è questo: Se il sospetto di interferenza radio è alto, perché la Cina sta investendo miliardi di yuan in questa ricerca? E soprattutto, perché quel report iniziale è stato rimosso dai canali governativi con tanta fretta?

Sembra quasi che vi sia un silenzio imposto, un silenzio che a sua volta suggerisce che sotto la superficie delle dichiarazioni prudenti vi sia qualcosa di molto più profondo e, forse, di inquietante. Forse i computer del FAST non hanno trovato solo un rumore di fondo. Chissà, forse hanno isolato un codice. Forse tra quelle frequenze si nasconde una sequenza matematica, una logica binaria che non può essere opera della natura. Qualcosa che ha spinto le autorità a premere il tasto “pausa” e ad indagare in modo più segreto, prima di dare l’annuncio definitivo al mondo.

Quel che è certo, è che mentre aspettiamo una conferma che potrebbe cambiare ogni nostra certezza, l’Occhio del Cielo non smette di lavorare. Continua a scrutare l’abisso con la sua enorme antenna d’acciaio. E analizza ogni secondo, tonnellate di dati, potenzialmente carichi di segreti ancora da decifrare. Siamo davvero soli in questa immensità? O quel debole segnale catturato tra le montagne del Guizhou è il primo “ciao” inviato da una località lontana anni luce? Un sussurro che ha viaggiato per secoli nel vuoto, in attesa che qualcuno, finalmente, fosse pronto ad ascoltarlo.

Grazie per essere stati con me in questo viaggio tra le stelle e tra i segreti del radiotelescopio FAST.

Io sono Roberto e vi invito a iscrivervi al podcast “UFO: primo contatto alieno”, per non perdere i prossimi episodi e a condividere le vostre storie e domande sui canali social o tramite e-mail. In descrizione, ove possibile, troverete il link al sito e ai social, per reperire il materiale collegato (immagini, video e quant’altro), in modo da poter analizzare voi stessi i fatti.

In particolare, sul sito web del podcast, alla pagina relativa a questo episodio, potrete trovare il rapporto preliminare di Zhang Tong-Jie e del suo team, con la descrizione completa dei segnali rilevati, le considerazioni integrali, i grafici dei segnali, con le diverse onde che li compongono, e così via. Dateci un’occhiata, io l’ho trovato molto interessante.

Fatemi sapere cosa ne pensate e restate sintonizzati, perché ci ritroveremo alla prossima puntata.

Materiale di approfondimento

Rapporto preliminare di Zhang Tong-Jie e del suo team, con la descrizione completa dei segnali rilevati
Segnalazione effettuata dal team