Tic Tac UFO

Tic Tac UFO

Immaginate di trovarvi a 20.000 piedi sopra l’Oceano Pacifico. Siete tra i migliori piloti del mondo, e siete abituati a gestire macchine da guerra da milioni di dollari. All’improvviso, però, il radar aggancia qualcosa che non dovrebbe esistere: un oggetto bianco, liscio, privo di ali e motori, che si muove sfidando ogni legge della fisica conosciuta. Non è un film di fantascienza, ma l’inizio di un incontro che cambierà per sempre la storia dell’aviazione militare e la nostra stessa percezione della realtà.

Oggi esploreremo insieme quello che ormai potrebbe essere un classico del mondo dell’ufologia, quello che potrebbe essere annoverato tra gli avvistamenti più incredibili e documentati di sempre. Infatti, viaggeremo insieme al largo delle coste della California, per rivivere minuto dopo minuto l’incredibile incontro ravvicinato del 2004, avvenuto tra la portaerei USS Nimitz e il famigerato “Tic Tac UFO”.

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Trascrizione dell’episodio

Immaginate di trovarvi a 20.000 piedi sopra l’Oceano Pacifico. Siete tra i migliori piloti del mondo, e siete abituati a gestire macchine da guerra da milioni di dollari. All’improvviso, però, il radar aggancia qualcosa che non dovrebbe esistere: un oggetto bianco, liscio, privo di ali e motori, che si muove sfidando ogni legge della fisica conosciuta. Non è un film di fantascienza, ma l’inizio di un incontro che cambierà per sempre la storia dell’aviazione militare e la nostra stessa percezione della realtà.

Ciao a tutti, audaci esploratori dell’ignoto, e benvenuti a questa nuova puntata di “UFO: primo contatto alieno”, il podcast dove parliamo dei misteri legati alle apparizioni degli UFO e dove diamo libero sfogo alle domande che ci portano oltre ciò che conosciamo e oltre il cielo che vediamo. Quelle domande sui fenomeni che non riusciamo ancora a spiegare, ma che neanche possiamo ignorare.

Io sono Roberto e oggi esploreremo insieme quello che ormai potrebbe essere un classico del mondo dell’ufologia, quello che potrebbe essere annoverato tra gli avvistamenti più incredibili e documentati di sempre. Oggi, infatti, viaggiamo insieme al largo delle coste della California, per rivivere minuto dopo minuto l’incredibile incontro ravvicinato del 2004, avvenuto tra la portaerei USS Nimitz e il famigerato “Tic Tac UFO”.

Siamo nel novembre del 2004. Il gruppo d’attacco della portaerei nucleare USS Nimitz si trova a circa 100 miglia dalla costa di San Diego per un’esercitazione di routine. Da diversi giorni, però, gli operatori radar dell’incrociatore “USS Princeton”, dotati del modernissimo sistema radar “SPY-1”, osservano qualcosa di assurdo.

Più precisamente, sui loro schermi appaiono dei contatti misteriosi. Questi oggetti scendono dal cielo, da un’altezza di oltre 80.000 piedi (praticamente dallo spazio), fino a fermarsi a soli 20.000 piedi, dove rimangono sospesi per ore, immobili contro venti fortissimi. Poi, con una manovra impossibile, si tuffano verso la superficie del mare in frazioni di secondo.

Il 14 novembre la situazione diventa insostenibile. 

Ma chiariamolo bene: perché insostenibile? Beh, perché questi contatti radar erano sotto monitoraggio già da una settimana, e gli operatori, guidati dal sottufficiale Kevin Day, pensavano inizialmente a malfunzionamenti del sistema o a “falsi echi”. Tuttavia, la persistenza e il comportamento di questi oggetti rendevano insostenibile la tesi dell’errore tecnico. Inoltre, mettiamoci nei panni di quei militari addetti al controllo di volo: Sui loro radar apparivano da 10 a 20 tracce non identificate che si muovevano liberamente in una zona di addestramento riservata. Non rispondevano ai segnali transponder, non si identificavano via radio e occupavano quote (da 80.000 a 20.000 piedi) cruciali per le manovre dei jet. Addirittura, il 14 novembre la concentrazione di questi oggetti era tale da costituire un pericolo imminente di collisione anche per i piloti del Carrier Air Wing 11.

Ma c’è anche un altro aspetto che rendeva la situazione insostenibile: Infatti, quel giorno, i radar della USS Princeton registrarono quella che viene definita “accelerazione istantanea”. In pratica, gli oggetti passavano da una posizione stazionaria a velocità ipersoniche in meno di un secondo, senza produrre il caratteristico boato sonico. E questa non era solo una sfida militare, ma era anche una sfida alla realtà: di conseguenza, la situazione divenne insostenibile perché la tecnologia osservata era secoli avanti rispetto a quella statunitense, creando un senso di vulnerabilità totale.

Per questi motivi, dopo giorni di osservazione passiva, il 14 novembre il superiore in grado sulla USS Princeton decide che non si può più aspettare. Quando il comandante David Fravor decolla con il suo F/A-18, pur non essendo impegnato in una missione di intercettazione programmata, viene dirottato verso uno di questi oggetti, posizionatosi proprio sopra il punto di raduno di altri jet impegnati in un’esercitazione. L’ordine è quello di intercettare questo oggetto. In pratica, non si tratta più di curiosità, ma è diventata una missione di identificazione necessaria per proteggere la flotta.

A questo punto, il comandante David Fravor e il tenente comandante Alex Dietrich, a bordo dei loro F/A-18 Super Hornet, si avvicinano all’area. Il cielo è limpido e il mare calmo.

Mentre sorvolano l’area, Fravor nota un’anomalia sulla superficie dell’acqua: una zona di schiuma bianca, come se qualcosa di enorme si trovasse appena sotto la superficie. Poi, lo vede. E’ a pochi metri dall’acqua, è un oggetto bianco oblungo, circa 12 metri, che fluttua in modo irregolare. Non ha ali, non ha rotori, non ha finestrini e non ha una scia di calore. Sembra una gigantesca caramella “Tic Tac”. Ed entra nella storia dell’ufologia come TicTac UFO.

Ma non è finita, perché Fravor decide di avvicinarsi e inizia una discesa a spirale verso l’oggetto. Ma il Tic Tac UFO, a questo punto, fa qualcosa di scioccante: inizia a rispecchiare i suoi movimenti. Ad esempio, mentre il pilota scende, l’UFO sale, mantenendo una traiettoria speculare, quasi come se stesse giocando o mettendo alla prova le capacità del pilota umano.

Ad un tratto, Fravor tenta un approccio più diretto per intercettarlo, e l’oggetto reagisce accelerando improvvisamente. Non aumenta la velocità gradualmente: scompare in un battito di ciglia. E pochi istanti dopo, il radar della Princeton conferma che l’oggetto è ricomparso al “Cap Point”, il punto di raduno dei piloti, a circa 60 miglia di distanza, percorrendo quel tragitto in meno di un secondo.

A questo punto, un secondo aereo F/A-18 Super Hornet decolla poco dopo, guidato dal pilota Chad Underwood. Questo aereo è equipaggiato con un pod per l’inseguimento a infrarossi (ATFLIR). Bene, il video che ne scaturisce, diventato virale nel 2017 come video “FLIR1”, mostra l’oggetto che resiste attivamente ai tentativi di aggancio del radar (forse con una tecnica di jamming) e poi schizza via lateralmente a una velocità ipersonica, lasciando tutti gli esperti di aeronautica senza parole.

Per dare un senso a ciò che i radar hanno registrato, alcuni scienziati e analisti militari hanno calcolato le energie in gioco, arrivando a conclusioni sbalorditive: in pratica, per compiere quelle virate e quelle accelerazioni istantanee, l’oggetto avrebbe dovuto sopportare una forza superiore ai 100 G. Ora, considerate che un pilota d’élite, equipaggiato con tute anti-G, inizia a perdere i sensi intorno ai 9 G, mentre la struttura stessa di un caccia moderno, un miracolo di ingegneria bellica, rischierebbe il cedimento strutturale e la disintegrazione ben prima di raggiungere tali livelli. Eppure, il Tic Tac UFO si muoveva con una grazia e una fluidità che suggeriscono una tecnologia capace di manipolare la gravità stessa, eliminando gli effetti dell’inerzia sulla massa dell’oggetto.

Inoltre, entrando nel dettaglio della fisica estrema osservata quel giorno, gli esperti hanno stimato che la potenza necessaria per far accelerare un oggetto di quelle dimensioni da una posizione stazionaria a velocità ipersoniche in meno di un secondo sia pari a diversi gigawatt. Si tratta di una quantità di energia paragonabile a quella prodotta da un’intera centrale nucleare, sprigionata istantaneamente senza produrre calore residuo, fiamme o lo spostamento d’aria tipico dei motori a reazione. È come se l’oggetto non stesse “spingendo” contro l’atmosfera, ma stesse scivolando attraverso una bolla di spazio-tempo distorta, rendendo l’attrito dell’aria e la resistenza del vento variabili del tutto irrilevanti.

Infine, questa totale assenza di firme aerodinamiche convenzionali (ad esempio, niente ali per la portanza, niente superfici di controllo per curvare, nessuno scarico termico) spinge gli studiosi verso l’ipotesi della cosiddetta “propulsione a campo”. Vale a dire che, invece di bruciare carburante per generare spinta, questa tecnologia sembrerebbe in grado di generare un proprio campo gravitazionale locale. E se così fosse, l’interno del Tic Tac sarebbe un ambiente isolato dalle leggi fisiche esterne: In pratica, mentre fuori l’oggetto schizza a migliaia di chilometri orari compiendo manovre ad angolo retto, chiunque si trovasse al suo interno non percepirebbe la minima scossa, sospeso in un vuoto inerziale che sfida ogni nostra conoscenza scientifica.

Per tutti questi motivi, quello che è accaduto nei cieli del Pacifico nel 2004 non è solo l’ennesimo incidente UFO, documentato da un rapporto militare finito in un archivio polveroso. E’ una vera e propria crepa nel muro delle nostre certezze. Perché ci chiediamo: Come possono piloti esperti e sistemi radar d’avanguardia essere messi in scacco da un oggetto che sembra ignorare addirittura le leggi della fisica? Forse non sono tanto d’avanguardia? Forse ancora c’è tanto e tanto da lavorare per raggiungere quel grado di evoluzione tecnologica a cui aspiriamo?

In ogni caso, il Tic Tac UFO rimane lì, sospeso tra i dati tecnici e il mistero più profondo, e ci ricorda che il nostro dominio sui cieli potrebbe essere solo un’illusione.

Grazie per aver trascorso questo tempo con me, immergendovi in uno dei casi più documentati e inquietanti della storia dell’ufologia moderna. Spero che questo caso vi abbia lasciato con la stessa meraviglia che provo io ogni volta che ci rifletto su.

Io sono Roberto e vi invito a iscrivervi al podcast “UFO: primo contatto alieno”, per non perdere i prossimi episodi e a condividere le vostre storie e domande sui canali social o tramite e-mail. In descrizione, ove possibile, troverete il link al sito e ai social, per reperire il materiale collegato (immagini, video e quant’altro), in modo da poter analizzare voi stessi i fatti.

Restate sintonizzati, noi ci ritroviamo qui, al prossimo episodio.

Materiale di approfondimento

Interessante documentario televisivo sul Tic Tac UFO e sulle testimonianze dei piloti che lo hanno avvistato, pubblicato da PBS NewsHour: