Abbattimento di un UFO nei pressi del lago Huron in Alaska

Immaginate una terra sconfinata, dove il ghiaccio e la neve dominano incontrastati e dove il buio dell’inverno avvolge tutto per mesi interi. Un luogo selvaggio, remoto ed estremo, dove il silenzio è talmente profondo da fischiare nelle orecchie. Ma cosa succede quando, nel cuore di questa vastità gelida, il silenzio viene spezzato e il cielo notturno si accende di luci che non appartengono a questo mondo? Cosa si nasconde davvero sotto chilometri di permafrost o nelle nebbie del mare di Bering? Caccia militari che inseguono cilindri metallici invisibili ai radar, progetti segreti della CIA che svelano basi aliene sotterranee, colossali piramidi nascoste e intere comunità perseguitate da presenze agghiaccianti. Mettetevi comodi e copritevi bene, perché oggi viaggiamo verso l’estremo nord, in un territorio dove il mistero è denso e impenetrabile come la nebbia artica.

Ascolta l’episodio

Spreaker
Apple Podcast
Spotify
Amazon Music

Trascrizione dell’episodio

Immaginate una terra sconfinata, dove il ghiaccio e la neve dominano incontrastati e dove il buio dell’inverno avvolge tutto per mesi interi. Un luogo selvaggio, remoto ed estremo, dove il silenzio è talmente profondo da fischiare nelle orecchie. Ma cosa succede quando, nel cuore di questa vastità gelida, il silenzio viene spezzato e il cielo notturno si accende di luci che non appartengono a questo mondo? Cosa si nasconde davvero sotto chilometri di permafrost o nelle nebbie del mare di Bering? Caccia militari che inseguono cilindri metallici invisibili ai radar, progetti segreti della CIA che svelano basi aliene sotterranee, colossali piramidi nascoste e intere comunità perseguitate da presenze agghiaccianti. Mettetevi comodi e copritevi bene, perché oggi viaggiamo verso l’estremo nord, in un territorio dove il mistero è denso e impenetrabile come la nebbia artica.

Ciao a tutti, audaci esploratori dell’ignoto, e benvenuti a questa nuova puntata di “UFO: primo contatto alieno”, il podcast dove parliamo dei misteri legati alle apparizioni degli UFO e dove diamo libero sfogo alle domande che ci portano oltre ciò che conosciamo e oltre il cielo che vediamo. Quelle domande sui fenomeni che non riusciamo ancora a spiegare, ma che neanche possiamo ignorare.

Io sono Roberto e oggi vi porto tra i ghiacci dell’Alaska, per scoperchiare i segreti più oscuri e i casi meno conosciuti di questa terra di confine, espandendo la nostra indagine su un territorio con una delle più alte concentrazioni di attività anomale al mondo.

L’Alaska è un luogo in cui le leggi della fisica e della razionalità sembrano piegarsi. Molti di voi ricorderanno la storia del capitano Kenju Terauchi e del suo Boeing 747 cargo, di cui abbiamo parlato ampiamente in una puntata precedente. Mi riferisco all’incidente UFO che interessò il volo Japan Airlines 1628 nei pressi di Anchorage. Brevemente, ricordiamolo, era il 17 novembre del 1986 quando il capitano Kenju Terauchi si trovò faccia a faccia, per quasi un’ora, con due navicelle luminose e un’astronave madre gigantesca, descritta come “grande due volte una portaerei”. Un caso questo supportato da radar e registrazioni, che ha fatto la storia dell’ufologia. Ma quell’evento, per quanto straordinario, rappresenta solo la punta di un gigantesco iceberg, perché l’Alaska nasconde molto, molto di più.

Per comprenderlo, facciamo un salto temporale e partiamo dai giorni nostri. È il 12 febbraio 2023 e i cieli sopra Deadhorse, una piccola e gelida enclave sulla costa settentrionale dell’Alaska, diventano teatro di un’operazione militare senza precedenti. Parliamo di una località abitata prevalentemente da operai e dipendenti di una compagnia petrolfera, in cui i residenti a pieno titolo si aggirano intorno a un numero di 25 individui. Comunque, cosa accade nei cieli di Deadhorse. Beh, accade che i radar del NORAD intercettano un oggetto anomalo che vola a circa 12.000 metri di altitudine, una quota questa che rappresenta un pericolo diretto per l’aviazione civile. Per questo motivo, due caccia F-22 Raptor decollano immediatamente per intercettare quest’oggetto. Tuttavia, quando i piloti si avvicinano, si ritrovano davanti a una scena che non riescono a decifrare. Descrivono l’oggetto come cilindrico, argenteo, senza finestrini, privo di ali e, cosa ancora più sconcertante, totalmente privo di qualsiasi sistema di propulsione visibile. Non ci sono motori e non ci sono scie di scarico. Ma il dettaglio più inquietante arriva dalle comunicazioni radio: perché alcuni piloti riportano che l’oggetto sta interferendo con i loro sensori avanzati, mandando in tilt la strumentazione di bordo di caccia che sono considerati i più sofisticati del mondo.

Su ordine diretto del Presidente, l’oggetto viene abbattuto con un missile Sidewinder e precipita nelle acque ghiacciate in prossimità del lago Huron. Ma qui il mistero si infittisce: perché partono le missioni di recupero, supportate da navi, sottomarini e droni. Ma dopo pochi giorni, il governo degli Stati Uniti interrompe improvvisamente le ricerche, dichiarando di non aver trovato assolutamente nulla. Nessun detrito, nessun rottame.

Ora, ovviamente questo evento fa nascere delle domande: L’oggetto è semplicemente svanito nel ghiaccio? Oppure ciò che è stato recuperato è stato immediatamente classificato ai massimi livelli di segretezza? E, soprattutto, che cosa stava fluttuando sulle coste dell’Alaska, spiando nel silenzio del Polo Nord?

E’ importante rilevare che questo evento è anche riportato in alcuni documenti compresi nel secondo rilascio del sito war.gov. Ricordate, solo qualche puntata fa, avevamo parlato della più importante operazione di “disclosure” sugli UAP UFO e alieni degli ultimi 70 anni, operata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Bene, recentemente sono state effettuate altre 3 release di documenti, l’ultima delle quali, la n. 4, è stata pubblicata sul sito war.gov soltanto una settimana fa, il 10 luglio 2026.

Comunque, dicevo, nell’ambito della “Release 02” sono stati rilasciati anche dei documenti inerenti questo evento del 12 febbraio. Sul sito web del podcast, nella pagina specifica di questa puntata, troverete il link diretto ad un video che mostra l’abbattimento dell’oggetto.

Comunque, i cieli artici non sono l’unico luogo in cui l’Alaska protegge i suoi segreti. Perché se spostiamo la nostra attenzione verso il basso, nel cuore della roccia e del ghiaccio e pensiamo al Monte Hayes, la vetta più alta dell’Alaska Range orientale, troviamo diversi altri elementi riguardanti fenomeni che potrebbero definirsi, se non anomali, quantomeno strani e curiosi.

Infatti, il Monte Hayes, pur essendo un luogo remoto, glaciale, e praticamente inaccessibile all’uomo, è al centro di rivelazioni clamorose emerse direttamente dagli archivi declassificati dell’intelligence americana.

Ad esempio, durante la Guerra Fredda, la CIA decide di finanziare il famigerato “Progetto Stargate”, un’iniziativa top secret che impiega sensitivi addestrati per condurre la Remote Viewing, la visione a distanza, con lo scopo di spiare i sovietici. Tra i sensitivi più dotati c’è un certo Pat Price, un ex commissario di polizia con spiccate abilità, con abilità descritte dai direttori del progetto come “straordinarie e inquietantemente precise”.

A un certo punto, più precisamente nel 1973, a Price vengono fornite delle coordinate geografiche alla cieca. Questo era un metodo normalmente utilizzato per studiare l’effettiva capacità di visione a distanza, da parte dei candidati. Gli si fornivano delle coordinate a caso (o meglio, di luoghi a caso, che loro non conoscevano) e si chiedeva ai diversi candidati che cosa riuscissero a vedere attorno a sé.

Bene, Pat Price proietta la sua mente su quelle coordinate, che corrispondono proprio al Monte Hayes. A questo punto, ciò che Price inizia a descrivere sconvolge i supervisori militari. Perché egli non vede neve o roccia, ma l’interno di un’immensa installazione sotterranea, nascosta in profondità dentro la montagna. E la descrive come una delle principali basi aliene sulla Terra.

Pat Price dettaglia immensi macchinari oscillanti dalla tecnologia incomprensibile, reti di computer colossali e antenne sotterranee che fungono da trasmettitori verso lo spazio profondo. E sostiene che l’installazione sia controllata da entità extraterrestri di forma umanoide, il cui scopo principale è monitorare le attività missilistiche e i programmi spaziali portati avanti dagli esseri umani.

Pat Price descrive persino come questi esseri utilizzino la rete magnetica terrestre per mascherare i loro spostamenti, entrando e uscendo dalla montagna senza essere rilevati dai nostri radar convenzionali. Bene, documenti desecretati della CIA confermano che queste sessioni siano realmente avvenute. E questo conferma il fatto che il governo americano abbia effettivamente speso milioni di dollari in questo progetto. Ma questo cosa significa? Il Monte Hayes è davvero un avamposto cosmico operativo posto sotto le nevi perenni?

Se pensate che una base aliena all’interno di una montagna sia incredibile, allora forse dovreste sapere che c’è un’altra anomalia strutturale in Alaska che fa tremare i polsi. Perché esiste una leggenda oscura, ma persistente negli ambienti militari e dell’intelligence, nota come la “Piramide Nera dell’Alaska”.

Siamo nel 1992 e il governo cinese sta conducendo dei test nucleari sotterranei di immensa potenza a Lop Nur. Questi test generano onde d’urto sismiche che attraversano l’intero globo e i geologi e i sismologi militari americani approfittano di queste onde per mappare la crosta terrestre.

Ma mentre analizzano i dati, si accorgono di un’anomalia mostruosa situata a ovest del Parco Nazionale di Denali. Più precisamente, in quella zona, le onde sismiche rimbalzano su una struttura sotterranea titanica, situata a diverse decine di metri di profondità.

I dati indicano che non si tratta di una formazione naturale. Sembra piuttosto una piramide geometricamente perfetta, enorme, significativamente più grande della Grande Piramide di Giza. Ma c’è di più, perché la struttura sembra essere artificiale, realizzata in una pietra nera sconosciuta, ed emette un fortissimo campo elettromagnetico autonomo, come se fosse un ciclopico generatore di energia ancora in funzione dopo millenni.

In merito a questa piramide, testimonianze anonime di ex militari parlano di spedizioni segrete inviate sul posto, di enormi ascensori costruiti nel permafrost per scendere fino alla struttura, e di un’area completamente interdetta al volo e sigillata dalle forze armate. Ma chi può aver mai costruito una piramide nera sotto l’Alaska? È un retaggio di una antica civiltà perduta, oppure si tratta di un monolite lasciato da intelligenze non umane, per scopi che al momento ci sfuggono?

Ancora, l’Alaska è un territorio misterioso e non inghiotte solo aerei e segreti governativi. A volte, infatti, prende anche le persone.

Spostiamoci sulle coste desolate e spazzate dal vento del Mare di Bering, nella piccola e isolata cittadina di Nome, una storica città dell’Alaska occidentale, situata sulla penisola di Seward affacciata sul Mare di Bering. Bene, in questo luogo, dove d’inverno il sole scompare quasi del tutto, in circa 40 anni si registra un numero anomalo di sparizioni inspiegabili. In particolare, tra gli anni ’60 e l’inizio degli anni 2000, decine di persone svaniscono nel nulla, senza lasciare alcuna traccia. Nessun corpo, nessun indizio.

Il tasso di sparizioni è così alto che l’FBI interviene per indagare, sospettando inizialmente la presenza di un serial killer,  ma la verità che emerge dai racconti dei cittadini è molto più oscura. Perché gli abitanti di Nome iniziano a riportare esperienze agghiaccianti. Parlano di luci abbaglianti che filtrano dalle finestre in piena notte, di un senso di paralisi totale e della presenza di entità silenziose nelle proprie stanze. Molte vittime, poi, sottoposte a ipnosi regressiva, descrivono ricordi identici e terrificanti: ricordano di essere state prelevate dai loro letti, trascinate all’interno di vascelli luminosi e sottoposte a esami clinici invasivi da parte di esseri freddi e metodici. L’angoscia psicologica a Nome diventa tangibile, creando un’epidemia di insonnia e terrore che fonde il confine tra la psiche umana e un orrore cosmico reale. E questo spinge qualcuno a porsi una domanda feroce: l’Alaska, con le sue immense aree isolate e disabitate, è forse un grande laboratorio a cielo aperto per entità che ci studiano in silenzio, come noi studiamo la fauna selvatica?

Il silenzio dell’Alaska, in fondo, è assordante, ma più anche raccontare storie che gridano verità scomode. Tra oggetti abbattuti e nascosti, basi sotto le montagne, piramidi sepolte e cittadine infestate da rapimenti, questa terra di ghiaccio ci dimostra che non siamo i padroni assoluti del nostro mondo e che vi sono ancora territori da esplorare in modo approfondito. E ci dimostra anche che forse, c’è qualcuno, o qualcosa, che dimora da molto tempo in quelle distese inesplorate, operando appena oltre il limite della nostra percezione.

Grazie a tutti voi per aver condiviso con me questo viaggio al cardiopalma tra i ghiacci, e tra i segreti più oscuri dell’Alaska.

Io sono Roberto e vi invito a iscrivervi al podcast “UFO: primo contatto alieno”, per non perdere i prossimi episodi e a condividere le vostre storie e domande sui canali social o tramite e-mail. In descrizione, ove possibile, troverete il link al sito e ai social, per reperire il materiale collegato (immagini, video e quant’altro), in modo da poter analizzare voi stessi i fatti.

Per il momento, ci salutiamo qui, e ci ritroviamo al prossimo episodio.

UAP abbattuto sopra il Lago Huron 12/02/2023 (dal Rilascio 02 – War.gov)