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Gli UFO sono velivoli governativi. Esatto, avete sentito bene, quindi mettetevi comodi, perché dopo anni di ricerche, di indagini notturne e di analisi incrociate, è giunto il momento di svelare la verità definitiva. La curvatura terrestre che vi insegnano a scuola? E’ soltanto un’illusione ottica. E la gravità? Una semplice teoria mai provata matematicamente. E quelle luci guizzanti che solcano i nostri cieli notturni, quegli oggetti che sfidano la fisica… beh, quelli non provengono da galassie lontane. E sapete perché? Beh, semplicemente perché lo spazio non esiste. Oggi vedremo le 7 ragioni per cui la terra non è una sfera.

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Trascrizione dell’episodio

Gli UFO sono velivoli governativi. Esatto, avete sentito bene, quindi mettetevi comodi, perché dopo anni di ricerche, di indagini notturne e di analisi incrociate, è giunto il momento di svelare la verità definitiva. La curvatura terrestre che vi insegnano a scuola? E’ soltanto un’illusione ottica. E la gravità? Una semplice teoria mai provata matematicamente. E quelle luci guizzanti che solcano i nostri cieli notturni, quegli oggetti che sfidano la fisica… beh, quelli non provengono da galassie lontane. E sapete perché? Beh, semplicemente perché lo spazio non esiste. Oggi vedremo le 7 ragioni per cui la terra non è una sfera.

Ciao a tutti, audaci esploratori dell’ignoto, e benvenuti a questa nuova puntata di “UFO: primo contatto alieno”, il podcast dove parliamo dei misteri legati alle apparizioni degli UFO e dove diamo libero sfogo alle domande che ci portano oltre ciò che conosciamo e oltre il cielo che vediamo. Quelle domande sui fenomeni che non riusciamo ancora a spiegare, ma che neanche possiamo ignorare.

Io sono Roberto e prima di ogni cosa, NO! Calmatevi e respirate, perché non ho cambiato rotta e il podcast non è stato hackerato. Oggi però ho intenzione di analizzare con voi quello che potrebbe rischiare di causare un vero e proprio cortocircuito logico, vale a dire la compatibilità tra la ricerca di altre forme di vita al di fuori di quelle del nostro pianeta, con una teoria come quella della terra piatta, che negli ultimi anni ha fatto proseliti, raggiungendo una percentuale che oscilla tra il 4% e l’8% della popolazione mondiale.

Sopra le nostre teste si erge un’impenetrabile cupola solida. E le agenzie spaziali, in primis la NASA, non sono altro che la più grande e redditizia casa di produzione cinematografica della storia, una specie di immenso set hollywoodiano, oltretutto pagato con i soldi dei cittadini, in primis americani, ma indirettamente anche del resto del mondo.

Behe, ora vi chiedo di fermarvi un istante e immaginare le conseguenze di questa premessa. Se lo spazio profondo fosse davvero un’invenzione, un gigantesco inganno, che fine farebbero gli extraterrestri che cerchiamo da decenni? Dove finirebbe il nostro anelito verso il cosmo?

Per comprendere meglio il senso di questo cortocircuito, dobbiamo prima di tutto immergerci nel modello terrapiattista, osservarlo da vicino senza pregiudizi, esplorandolo come se stessimo camminando in un universo parallelo.

Immaginate il mondo non come il globo azzurro sospeso nel vuoto che tutti conosciamo. Immaginatelo invece come un gigantesco disco. La mappa di riferimento, per molti sostenitori, è la proiezione azimutale di Gleason. E al centro esatto di questo disco c’è il Polo Nord. Da lì, i continenti si irradiano verso l’esterno, galleggiando su un oceano infinito. Ma se è un disco, perché l’acqua non cade oltre i bordi?

La risposta risiede nell’Antartide. In questo modello, l’Antartide non è un continente posto nel polo sud terrestre, ma è piuttosto un mastodontico muro di ghiaccio, una muraglia invalicabile alta decine di metri che circonda l’intero perimetro terrestre, trattenendo gli oceani.

E sopra di noi? Niente vuoto cosmico, niente galassie in espansione. Solo il Firmamento. Una cupola solida, fisica, come il coperchio di una gigantesca sfera, su cui orbitano, come piccole lampadine meccaniche, il Sole e la Luna.

In questa visione del mondo, ogni lancio missilistico, ogni passeggiata spaziale, ogni sonda su Marte è solo grafica computerizzata generata negli studi segreti per mantenere l’umanità docile e inconsapevole. Un mondo chiuso, sigillato e protetto.

E qui arriviamo al cuore pulsante del paradosso. Perché se il mondo è un disco chiuso in un terrario di vetro… da dove arrivano gli UFO, UAP e tutti quegli oggetti di cui non comprendiamo la natura? Se non c’è lo spazio, non c’è nessun esopianeta. Se la cupola è chiusa e impenetrabile, nessuno può entrare e nessuno può uscirne. Cosa cadde allora a Roswell nel 1947? Cosa è apparso nel corso del tempo davanti agli occhi dei diversi testimoni che hanno assistito ad eventi UFO inspiegabili?

Diciamolo subito: i sostenitori della teoria della Terra Piatta, posti di fronte a questo grande enigma, generalmente offrono tre risposte. La prima è quella che dà il titolo a questa puntata, e cioè che gli UFO sono in realtà velivoli governativi, progetti ombra creati da élite segrete all’interno del disco, droni avanzati usati per spiarci o per mantenere il controllo.

Ma c’è anche una seconda ipotesi, vale a dire che sia tutto un trucco. E tirano in ballo il famoso “Project Blue Beam”, un presunto complotto che userebbe ologrammi iper-realistici proiettati proprio sulla superficie interna della cupola, per simulare un’invasione aliena e costringere l’umanità ad accettare un ipotetico Nuovo Ordine Mondiale.

Ma la teoria forse più inquietante a cui ricorrono i terrapiattisti è quella secondo cui, non potendo esistere esseri biologici provenienti da altri pianeti, gli alieni vengono riclassificati come entità demoniache, spiriti interdimensionali che si muovono al di qua della barriera fisica.

Bene, adesso non so voi, ma io avverto quasi un senso di “claustrofobia” in questa visione. Perché l’esobiologia, la scienza e la vera ufologia ci spingono a guardare oltre, e ci danno la sensazione immensa che l’universo brulichi di vita, di civiltà più o meno antiche e sagge della nostra. La Terra Piatta, invece, sembra uccidere tutto questo, riducendo l’infinito a una piccola prigione controllata, dove non c’è nient’altro da scoprire se non l’inganno stesso.

Ma quali sono le principali ragioni per cui la Terra potrebbe non essere piatta?

Beh, i sostenitori della teoria della Terra piatta utilizzano una serie di argomentazioni basate su osservazioni quotidiane, interpretazioni alternative della fisica e, soprattutto, una profonda sfiducia nelle istituzioni scientifiche.

La prima ragione è, banalmente, il fatto che, sia se ci troviamo a livello del mare, sia in cima a una montagna, la linea di demarcazione dell’orizzonte ci appare sempre dritta e piatta, e sale sempre “all’altezza degli occhi”. Invece, se la Terra fosse una sfera, dicono, l’orizzonte dovrebbe curvarsi visibilmente verso il basso. In realtà, lo sappiamo, la Terra è immensa e il suo diametro è di quasi 13.000 Km, precisamente 12.742 km. Di conseguenza, a causa di questa proporzione, la curvatura è troppo dolce per essere percepita dall’occhio umano a bassa o media quota. E per iniziare a notare una leggerissima curvatura a occhio nudo, è necessario trovarsi almeno ad un’altitudine di 10.000 metri, possibilmente con un campo visivo non ostruito di almeno 60 gradi.

Un secondo motivo per cui la Terra sarebbe piatta, è il fatto che, basandosi sulla meccanica dei fluidi osservabile nella vita quotidiana (per esempio osservabile in un bicchiere d’acqua o in una piscina), la superficie dell’acqua a riposo è sempre piana e non si curva mai. E, allo stesso modo, gli oceani non possono avvolgersi attorno a una sfera. Bene, in un luogo minuscolo come un bicchiere o una piscina, non è possibile osservare questo fenomeno. E in ogni caso, questa osservazione è valida solo su piccola scala, mentre su scala planetaria la gravità attrae ogni singola goccia d’acqua verso il centro di massa della Terra. È proprio per questo motivo che gli oceani si “spalmano” uniformemente attorno al nucleo, formando una superficie sferica. E aggiungo, in realtà la forza di gravità attrae anche ogni singola goccia dell’acqua in un bicchiere, ma, come dicevo, noi non possiamo osservare questo fenomeno, a causa delle nostre dimensioni rispetto a quelle del nostro pianeta.

Una terza motivazione per cui la Terra sarebbe piatta è il fatto che, utilizzando fotocamere con potenti zoom o laser attraverso laghi o specchi di mare, si possono vedere fari, navi o sponde opposte che, secondo i calcoli trigonometrici su una sfera di 40.000 km di circonferenza, dovrebbero trovarsi decine di metri sotto la linea dell’orizzonte. Ecco, invece secondo la cosiddetta “scienza convenzionale”, questo fenomeno è causato semplicemente dalla rifrazione atmosferica. Più precisamente, la luce non viaggia sempre in linea perfettamente retta, e quando passa attraverso strati d’aria con temperature e densità diverse (specialmente vicino alla superficie dell’acqua), si piega verso il basso. E questo effetto ottico solleva l’immagine degli oggetti lontani, rendendoli visibili anche se fisicamente si trovano oltre l’orizzonte geometrico.

Ma questi sono soltanto 3 dei motivi per cui secondo i terra-piattisti la Terra non è un oggetto sferico. Vi sono, in realtà, anche altri elementi che muovono i sostenitori della Terra piatta, come ad esempio l’idea che la gravità non esista. Sì, avete sentito bene, una quarta ragione deriva dal fatto che i terrapiattisti rifiutano il concetto di gravità come forza di attrazione tra masse, come motivazione che spieghi perché le persone e gli oggetti non “cadano giù” dal loro disco. Sostengono invece che cose e oggetti cadano o salgano unicamente in base alla densità e al principio di Archimede (galleggiamento): ad esempio un sasso cade perché è più denso dell’aria, un palloncino a elio sale perché è meno denso. D’accordo, la densità e il galleggiamento spiegano se un oggetto salirà o scenderà in un fluido, ma non spiegano la direzione. Senza la forza di gravità a stabilire un vettore di accelerazione (il “giù”), la differenza di densità non produrrebbe alcun movimento. In effetti, nello spazio (quindi in condizioni di microgravità), acqua e aria non si separano per densità.

Ancora (quinta motivazione), se si guardano i voli commerciali tra continenti dell’emisfero sud (ad esempio tra Sud America e Australia), su un globo sembra che facciano scali inutilmente lunghi nell’emisfero nord. Ecco, i terrapiattisti tracciano queste rotte su una mappa piatta (la proiezione azimutale equidistante) e notano che, su quel modello, assumono l’aspetto di linee rette. In realtà, sappiamo che le rotte aeree non sono linee rette su una mappa 2D, ma seguono le “ortodromie”, ovvero il percorso più breve lungo la superficie di una sfera. Inoltre, le compagnie aeree pianificano i voli non solo in base alla distanza geometrica, ma per sfruttare le correnti a getto (jet stream) per risparmiare carburante, e per avere sempre aeroporti di emergenza raggiungibili a un certo numero di ore di volo.

Ancora, ecco una sesta motivazione, i terrapiattisti affermano che le agenzie spaziali governative mentono. E sostengono che non esistano fotografie reali e autentiche della Terra intera, ma solo immagini composite o modificate al computer (CGI) per ingannare il pubblico. Ecco, forse qui è evidente un certo atteggiamento complottista, che potrebbe anche starci. Comunque, in realtà, molte immagini celebri, come la “Blue Marble” scattata dall’equipaggio dell’Apollo 17 nel 1972, sono fotografie singole scattate su pellicola fotografica. Certo, a onor del vero, bisogna dire che i satelliti artificiali moderni, in orbita bassa, spesso scattano “strisce” di immagini che poi vengono cucite insieme per mappare il pianeta (ad esempio, per scopi meteorologici o topografici), ma esistono anche satelliti molto più lontani (come il giapponese Himawari-8 o l’americano DSCOVR) che fotografano l’intero disco terrestre in uno scatto unico e inviano immagini costantemente.

Infine, un’altra conferma per cui la Terra sarebbe piatta, deriva dal modello terrapiattista stesso, dove l’Antartide non è un continente al polo sud, ma un massiccio anello di ghiaccio che circonda l’intero perimetro del disco terrestre, fungendo da barriera per contenere gli oceani. Ecco, in merito, i terrapiattisti sostengono anche che il Trattato Antartico del 1959 sia stato firmato dai governi del mondo per militarizzare l’area e impedire a esploratori indipendenti di scoprire il bordo. Invece, la scienza ufficiale o convenzionale (se vogliamo appellarla così come farebbe un sostenitore della teoria della Terra piatta), indica l’Antartide come un vero e proprio continente che è stato esplorato, circumnavigato e sorvolato innumerevoli volte. Al Polo Sud geografico risiede la Base Amundsen-Scott, abitata tutto l’anno da scienziati internazionali. E il Trattato Antartico non vieta l’ingresso, ma stabilisce semplicemente che il continente debba essere usato esclusivamente per scopi pacifici e per la ricerca scientifica condivisa, vietando l’attività militare e lo sfruttamento minerario.

Ecco, ok, abbiamo visto le principali motivazioni che spingono i terrapiattisti a sostenere la teoria della Terra come oggetto non sferico. Adesso però, tirando le somme, potrebbe esserci davvero la possibilità che la Terra sia piatta? E’ possibile che vi siano davvero dei “controllori” del mondo, in grado di soggiogare i più, impedendogli di conoscere la verità? E quali sarebbero le possibili ragioni?

Beh, amici miei, purtroppo, la logica appare implacabile e il modello della Terra Piatta non può reggere l’urto della realtà empirica. E, attenzione, qui non stiamo cercando di smontare questa teoria per arroganza, ma semplicemente per amore della verità. E bastano due prove inconfutabili per mandare in frantumi il disco e la cupola.

La prima prova riguarda le stelle del Sud. Chiunque viva o viaggi nell’emisfero australe, in Australia, in Sudafrica, o nel sud del Cile (per fare qualche esempio) guardando il cielo notturno verso sud vede costellazioni specifiche, come la Croce del Sud. Non solo: con una fotografia a lunga esposizione, si vede chiaramente che le stelle ruotano attorno a un punto centrale: il Polo Sud Celeste. Ora, su un disco piatto con il Polo Nord al centro, il “sud” sarebbe rappresentato dai bordi esterni. Di conseguenza, se una persona in Australia guardasse verso il bordo, e contemporaneamente una persona in Sudafrica guardasse verso il bordo opposto, queste guarderebbero in direzioni diametralmente opposte. Quindi, sarebbe geometricamente e otticamente impossibile per entrambi vedere le stesse stelle girare attorno a uno stesso centro. Fine della storia.

Ok, e la seconda prova? Beh, la seconda prova ce la danno i voli transartici, che seguono le rotte commerciali lungo l’emisfero sud. Ad esempio, consideriamo un volo diretto da Sydney (in Australia) a Santiago del Cile. Su un globo terrestre, è una rotta relativamente breve, che attraversa l’Oceano Pacifico meridionale e dura circa 12 o 13 ore. Potete prenotarlo online domani mattina. Ma se prendete la mappa piatta di Gleason, l’Australia e il Cile si trovano su lati completamente opposti del gigantesco disco e per coprire quella distanza abissale nello stesso tempo di 13 ore, un normale aereo di linea Boeing o Airbus dovrebbe viaggiare a velocità supersoniche, superando Mach 4 e distruggendo letteralmente la propria fusoliera. Invece, quei voli partono e arrivano regolarmente, viaggiando a velocità di crociera normalissime.

Ok, queste sono due prove che scaturiscono da semplici riflessioni. E una volta frantumata la cupola di vetro con le semplici leggi della logica e della fisica, lo spazio profondo torna a spalancarsi sopra di noi, e con esso il mistero dell’ufologia riprende la sua vera, immensa proporzione. Gli UFO, liberati dalla claustrofobica prigione della Terra Piatta, non possono più essere spiegati come semplici droni governativi che rimbalzano contro un finto soffitto stellato. Ma tornano a essere ciò che ci suggeriscono: visitatori, sonde o anomalie provenienti dalle incalcolabili vastità del cosmo. Se l’universo è infinito e in espansione, la probabilità che un’intelligenza extraterrestre lo stia attraversando per giungere fino a noi diventa non solo plausibile, ma statisticamente quasi inevitabile.

Ecco perché la presenza aliena è, in fondo, la vera “kryptonite” del terrapiattismo. Perché per chi crede in un mondo chiuso a forma di disco, ammettere l’esistenza di un vero velivolo proveniente da un altro pianeta significherebbe veder crollare l’intera impalcatura della propria visione.

La vera ricerca ufologica è un atto rivoluzionario per la nostra conoscenza, perché quando indaghiamo sui file declassificati del Pentagono, sui tracciati radar dei caccia militari o sui contatti del terzo tipo, stiamo cercando di fare un salto evolutivo. Stiamo tentando di comprendere una fisica che ancora ci sfugge e di trovare il nostro posto in un panorama galattico. Al contrario, la Terra Piatta è una regressione, un rassicurante ritorno a un’epoca passata dove l’uomo si illudeva di essere l’unico e incontrastato protagonista dell’esistenza. Ecco, sono due visioni diametralmente opposte: l’ufologia guarda verso le stelle sperando di imparare, il terrapiattismo guarda il cielo e vi costruisce sopra un recinto.

Ma se la teoria della Terra Piatta è così facilmente confutabile, perché negli ultimi anni è esplosa? E perché, anche su internet, continua a trovare consenso? Perché ha invaso i social network, raccogliendo milioni di proseliti?

Ah, pensando proprio al mondo di Internet e dei social network… se la Terra Piatta è fisicamente impossibile e intellettualmente sterile, mentre il fenomeno UAP è reale, documentato e ormai discusso apertamente nei palazzi della politica e della scienza… perché questi due argomenti vengono continuamente mescolati dagli algoritmi dei social network? Perché chi cerca la verità su Roswell spesso si ritrova improvvisamente sommerso da video sul muro di ghiaccio antartico?

Ecco, se osserviamo bene, notiamo che il panorama della contro-informazione degli ultimi anni ha assunto una dinamica strana, quasi artificiale.

E se non fosse solo ignoranza o un errore cognitivo di massa? E se fosse uno strumento? E se fosse un modo per deviare l’attenzione della popolazione mondiale da altri fenomeni, magari, perché no, proprio dal fenomeno UFO?

Ecco che entriamo subito nel regno della “Psy-Op”, delle operazioni psicologiche di massa.

Mettiamoci per un momento nei panne del Pentagono, dell’intelligence di una grande nazione come gli Stati Uniti, oppure ancora, di una fazione segreta di un governo ombra che ormai da decenni gestisce il segreto sugli UAP (Fenomeni Anomali Non Identificati). Ad esempio, mettiamoci nei panni di un’organizzazione segreta che gestisce il segreto sui rottami recuperati, magari collegati alla famigerata Area 51. Nel corso degli anni, capita che ex militari, piloti e scienziati rispettabili inizino a parlare, portando prove, video radar, e testimonianze. In un contesto di questo tipo, la verità sugli UFO rischia di uscire fuori. Quindi, come fermare questa valanga? Le prove non si possono cancellare, questo è fuori discussione. Ma una cosa si può fare, si può “inquinare l’acqua”, si può “avvelenare il pozzo” della contro-informazione.

E allora si può diffondere e amplificare artificialmente teorie come quella della Terra Piatta. Si possono iniziare a mescolare gruppi sociali e movimenti culturali di ogni genere, ma accomunati dallo stesso tipo di atteggiamento particolarmente sensibile all’idea generale che vi sia un “complotto” orchestrato da una cerchia ristretta di individui che vuole così controllare il mondo. Ed ecco che nascono, il cartello delle multinazionali, il teorema del nuovo ordine mondiale, le teorie sull’attacco dell’11 settembre, o in ultimo, ne abbiamo parlato anche in una puntata del podcast, le teorie sull’allunaggio dell’Apollo 11, del 1969, che in realtà non sarebbe avvenuto.

Pensateci, chi è propenso a credere a una teoria del complotto ha una probabilità molto più alta di credere anche ad altre teorie complottiste, persino quando queste non hanno alcun legame tra loro. Quindi, immaginate, basta fare in modo che, ad esempio su Internet, magari sui social, l’algoritmo associ chi cerca video sugli UFO avvistati dai caccia militari con video che sostengono che il sole è finto e la Terra è una pizza.

Ma qual’è l’obiettivo finale di operazioni di questo tipo?

Beh, l’obiettivo è quello di screditare per associazione. Perché se il grande pubblico inizia a mettere i ricercatori di UFO nello stesso calderone di chi crede che la gravità non esista, la credibilità dell’ufologia muore all’istante, e diventa tutto un unico grande scherzo da “teorici del complotto con il cappello di stagnola”. E così, chi fa domande scomode sul vero fenomeno alieno, chi si fa domande su questo o quell’evento apparentemente inspiegabile, viene messo all’angolo e ridicolizzato. Ecco, in quest’ottica, la Terra Piatta potrebbe essere la più geniale distrazione di massa mai concepita da un apparato di intelligence per proteggere il più grande segreto dell’umanità.

E allora, giunti alla fine di questa riflessione, cosa ci resta?

Beh, ci resta una consapevolezza, vale a dire che credere o sposare l’idea di una Terra chiusa significa assecondare una prigione per l’ego umano.

Nel modello terrapiattista l’uomo è tornato prepotentemente, in modo arrogante, al centro di un piccolo mondo, l’unico esistente, costruito su misura per lui.

Ma noi sappiamo che non è così. E guardare le stelle, cercarvi le anomalie, sperare in un contatto… significa ammettere di non essere soli. E significa riconoscere che la Terra è un minuscolo, meraviglioso granello di polvere in un oceano cosmico senza confini, e che il nostro posto è ancora tutto da conquistare. In altre parole, l’universo sconfinato non ci spaventa: al contrario, ci chiama.

E voi cosa ne pensate? La teoria della Terra Piatta è solo una sciocca bolla di internet o credete anche voi all’ipotesi della Psy-Op per gettare fango sulla vera ricerca ufologica?

Grazie per avermi accompagnato in questa puntata anomala ma necessaria.

Io sono Roberto e vi invito a iscrivervi al podcast “UFO: primo contatto alieno”, per non perdere i prossimi episodi e a condividere le vostre storie e domande sui canali social o tramite e-mail. In descrizione, ove possibile, troverete il link al sito e ai social, per reperire il materiale collegato (immagini, video e quant’altro), in modo da poter analizzare voi stessi i fatti.

Per il momento ci fermiamo qui e ci ritroviamo al prossimo episodio.